Con La Cité des Dames (1405), Christine de Pizan si inserisce nel dibattito sulla condizione femminile, già avviato in Italia da Boccaccio con il De mulieribus claris. L’opera descrive una società allegorica costituita da donne nobili di spirito e costruita secondo le indicazioni di Ragione, Rettitudine e Giustizia.

Tra le dames c’è Saffo, donna saggia ed elegante, abile in una moltitudine di forme d’arte e inventrice di diversi generi letterari. De Pizan ricorda l’importanza del contenuto e della complessità della suo corpus, aspetti già elogiati da Boccaccio, e riporta un interessante aneddoto, tràdito da Orazio, secondo il quale Platone sarebbe stato trovato morto con un libro di poesie di Saffo sotto il cuscino.

Ci dit de Sapho, la tres soubtille femme, poete et philosophe.

N’ot pas moins de science que Probe la sage Sapho, qui fu une pucelle de la cité de Milisene. Ceste Sapho fu de tres grant beauté de corps et de vis en contenance, maintien et parole tres agreable et plaisant. Mais sur toutes les graces dont elle fu douee passa celle de son hault entendement, car en plusieurs ars et sciences fu tres experte et parfonde, et ne savoit pas tant seulement letres et escriptures par autrui faictes, ains d’elle mesmes trouva maintes choses nouvelles et fist plusieurs livres et dictiez de laquelle dit le poete Bocace par doulceur de poetique lengage ces belles paroles : « Sapho, admonnestee de vif engin et d’ardent desir par continuel estude, entre les hommes bestiaulx et sans sciences hanta la haultece de Pernasus la montaigne, c’est assavoir d’estude parfaite. Par hardement et osement beneuré s’acompaigna entre les Muses non reffusee, c’est assavoir entre les ars et les sciences. Et s’en entra en la forest de lauriers, plaine de may, de verdure, de flours de diverses couleurs, odeurs de grant souefveté et de plusieurs herbes ou reposent et abitent Grammaire, Logique et la noble Rethorique, Geometrie, Arismetique. Et tant chemina qu’elle vint et arriva en la caverne et parfondeur de Appolin, dieu de science, et trouva le ruissel qui conduit de Castalio la fontaine. Et de la harpe prist le plestren et la touche, si en faisoit grans melodies avec les nimphes, menans la dance, c’est a entendre, avec ruiles d’armonie et d’acort de musique. » Par ces choses que Bocace dist d’elle, doit estre entendu la parfondeur de son entendement et les livres qu’elle fist de si parfondes sciences que les sentences en sont fortes a savoir et entendre meismes aux hommes de grant engin et estude, selon le tesmoing des ancians et jusques aujourd’huy. Durent ancore ses escrips et dictiez moult nottablement fais et composez qui sont lumiere et exemple a ceulx qui sont venus apres de parfaictement dictier et faire. Elle trouva plusieurs manieres de faire chançons et dictiez, lais et plaintes plourables et lamentacions estranges d’amour et d’autre sentement moult bien faictes et par bel ordre, qui furent nommez de son nom « Saphice ». Et de ces dictiez recorde Orace que quant Platon, le tres grant philosophe, qui fu maistre de Aristote, fu trespassé, on trouva le livre des dictiez de Sapho soubz son chevet. A brief parler, ceste dame fu en science de si grant excellence qu’en la cité ou elle conversoit affin qu’elle fust de tous tres honoree et qu’a tousjours fust en souvenance, on fist a sa semblance une ymage d’arain dedié ou nom d’elle eslevé haultement. Si fu celle dame mise et comptee entre les grans poetes renommez, desquieulx, ce dit Bocace, les honneurs des dyademes et des couronnes des roys et les mitres des evesques ne sont point greigneurs, ne de ceulx qui ont victoyres, les couronnes et chappiaulx de lauriers et de palme. De femmes de grant science te pourroie dire assez. Leonce, qui fu femme grecque, fu autresi si tres grant philosophe que elle osa par pures et vrayes raisons reprendre et redarguer le philosophe Teophraste qui en son temps tant estoit renommez.

Traduzione

Dove si parla di Saffo, una donna di grande genio, poetessa e filosofa.

La dotta Saffo, fanciulla della città di Mitilene, non fu meno erudita di Proba. Questa Saffo era di grande bellezza, sia di corpo che di viso; il suo portamento, il suo linguaggio erano particolarmente aggraziati e piacevoli. Ma il suo alto intelletto superava tutte le grazie di cui la natura l’aveva dotata. Infatti, padroneggiava molte arti e scienze, e la sua conoscenza non si limitava ai trattati e agli scritti altrui, perché avendo composto varie opere, era lei stessa autrice di svariate tipologie di testo. A tale proposito, Boccaccio la elogia con queste parole gentili e poetiche: “In mezzo a uomini frustrati e ignoranti, Saffo, spinta dalla sua acuta intelligenza e dal suo ardente desiderio di imparare, frequentava le altezze del monte Parnaso, cioè gli alti studi. Il suo coraggio e la sua audacia la fecero amare dalle Muse, cioè dalle arti e dalle scienze. Così entrò in quella foresta piena di allori e di alberi di maggio, di verde, di fiori multicolori dal profumo dolcissimo e di spezie, dove riposano e vivono Grammatica, Logica, l’alta Retorica, la Geometria e l’Aritmetica. Camminò così tanto su questa strada che entrò nella profonda grotta di Apollo, dio della conoscenza, e trovò il ruscello che proviene dalla fonte Castalia. Imparò a suonare l’arpa con il plettro, componendo dolci melodie e danzando assieme alle ninfe, ossia le leggi dell’armonia e degli accordi musicali”. Queste parole di Boccaccio si riferiscono alla profonda conoscenza di Saffo e alla grande erudizione delle sue opere, il cui contenuto è, secondo la testimonianza degli antichi, così complesso che anche gli uomini dotti dotati della più acuta intelligenza hanno difficoltà a comprenderle. Le sue opere e le sue poesie, così notevoli, sono giunte fino a noi, e rimangono come lumi di ispirazione ed esempio per poeti e scrittori assetati di perfezione. Saffo inventò diversi generi lirici e poetici: liriche, elegie, lamenti, canzoni d’amore disperato e altri componimenti di diversa ispirazione, eccellenti in prosodia, le cui strofe furono chiamate saffiche proprio dal suo nome. Orazio ricorda che quando Platone, il grande filosofo e maestro di Aristotele, morì, una raccolta di poesie di Saffo fu trovata sotto il suo cuscino. In breve, questa donna si distinse così tanto per la sua scienza che la sua città natale, affinché venisse onorata e ricordata per sempre, eresse e dedicò a lei una magnifica statua di bronzo fatta a sua immagine e somiglianza. E così Saffo fu collocata tra i poeti più rinomati, il cui onore, secondo Boccaccio, non è inferiore a quello delle corone e dei diademi reali, della mitra dei vescovi, né delle palme o delle corone di alloro della vittoria. Potrei parlarvi a lungo di donne di grande cultura. Leonzia, che fu una donna greca, fu anch’ella una filosofa così esperta che, con argomenti chiari e giusti, osò sfidare e confutare il filosofo Teofrasto, che al suo tempo era davvero illustre.


Traduzione di Alessandro Iannella