Il componimento, tràdito da papiri, ci è giunto in forma frammentata. La discussione su cosa sia il κάλλιστον — cioè la cosa più bella — è un vero e proprio τόπος letterario e sarà ripreso anche dalle scuole filosofiche. Qui la contrapposizione è particolarmente evidente e quasi antitetica: vengono presentate immagini di battaglie di vario tipo, portavoci di un’etica ‘maschile’ alle quali si affianca l’immagine dell’amore. Fondamentale è la menzione di Elena (v. 7), che costituisce una sorta di esempio autorevole per la poetessa (Most 1981).
Il mito fa riferimento a Elena, sposa di Menelao, che in seguito all’episodio del giudizio di Paride viene rapita da quest’ultimo e condotta a Troia. Saffo la menziona per la sua bellezza straordinaria e, in balia di Afrodite, la descrive
dimenticarsi del marito e la famiglia. In netta opposizione, la poetessa ricorda Anattoria, il suo incedere e il suo portamento, chiudendo in modo circolare questo componimento di cui è possibile cogliere le linee fondamentali nonostante le lacune

Metro: Strofe Saffica

Ο]ἰ μὲν ἰππήων στρότον οἰ δὲ πέσδων
οἰ δὲ νάων φαἶσ’ ἐπ[ὶ] γᾶν μέλαι[ν]αν
ἔ]μμεναι κάλλιστον, ἔγω δὲ κῆν’ ὄτ-
τω τις ἔραται·

πά]γχυ δ’εὔμαρες σύνετον πόησαι
π]άντι τ[ο]ῦτ’, γὰρ πόλυ περσ[κέθοισ]α
κάλ]λος [ἀνθ]ρώπων Ἐλένα [τὸ]ν ἄνδρα
τὸν] [πανάρ]ιστον

καλλ[ίποι]σ’ ἔβα ‘ς Τροΐαν πλέοισα
κωὐδ[ὲ πα]ῖδος οὐδὲ φίλων τοκήων
πάμπαν] ἐμνάσθ[η], ἀ[λλὰ] παράγαγ’ αὔταν
Κύπρις ἔραι]σαν

[εὔθυς εὔκ]αμπτον γὰρ [ἔχοισα θῦμο]ν
[ἐν φρέσιν] κούφως τ[ὰ φίλ΄ ἠγν]όη[ε]ν̣
ἄ με] νῦν Ἀνακτορί[ασ ὀνὲ]μναι-
σ’ οὐ] παρεοίσας,

τᾶ]ς [κ]ε βολλοίμαν ἔρατόν τε βᾶμα
κἀμάρυχμα λάμπρον ἴδην προσώπω
ἢ τὰ Λύδων ἄρματα [κἀν ὄπλοισι]
πεσδομ]άχεντας.

Ο]ἰ μὲν ἰππήων στρότον, οἰ δὲ πέσδων,
οἰ δὲ νάων φαῖσ’ ἐπ[ὶ] γᾶν μέλαι[ν]αν
ἔ]μμεναι κάλλιστον, ἔγω δὲ κῆν’ ὄτ-
τω τις ἔραται.

πά]γχυ δ’ εὔμαρες σύνετον πόησαι
π]άντι τ[οῦ]τ’, ἀ γὰρ πολὺ περσ[κέθοισ
κάλ]λος [ἀνθ]ρώπων Ἐλένα [τὸ]ν ἄνδρα
τὸν] [πανάρ]ιστον

καλλ[ίποι]σ’ ἔβα ‘ς Τροίαν πλέο[ισα
κωὐδ[ὲ πα]ῖδος οὔδε φίλων το[κ]ήων
πάμπαν] μνάσθ[η], [λλὰ] παράγαγ’ αὔταν
Κύπρις ραι]σαν

[εὔθυς εὔκ]αμπτον γὰρ [ἔχοισα θῦμο]ν
[ἐν φρέσιν] κούφως τ[ὰ φίλ΄ ἠγν]όη[ε]ν̣
με] νῦν Ἀνακτορί[ας ὀνὲ]μναι
σ’ οὐ ] παρεοίσας,

τᾶ]ς [κ]ε βολλοίμαν ἔρατόν τε βᾶμα
κἀμάρυχμα λάμπρον ἴδην προσώπω
τὰ Λύδων ἄρματα [κἀν ὄπλοισι]
πεσδομ]άχεντας.

Traduzione

C’è chi forze a cavallo, chi appiedate
e chi navali dice che sia la cosa
più bella sulla nera terra, io dico
quel che uno ama;

del tutto facile è spiegarlo a chiunque:
Elena, che in bellezza di gran lunga
vinse i mortali, lasciato il consorte
…eccelso

navigò a Troia e perse ogni ricordo
della figlia e dei cari genitori,
ma la sedusse sviandole la rotta

…infatti…pensiero
…agevolmente…pensi
… mi ha fatto ricordare or di Anattoria
che non è qui;

vorrei vederne il passo seducente
e lo splendore vivace del volto
più che i carri dei Lidi e i fanti armati
nella battaglia.


Traduzione di Federico Cinti

Alcuni dicono che sulla terra nera la cosa più bella
sia un esercito di cavalieri, altri di fanti,
altri di navi, io invece ciò di cui uno
è innamorato;

ed è assolutamente facile farlo intendere
a chiunque: perché colei che di gran lunga superava
in bellezza ogni essere umano, Elena, abbandonato
il suo sposo impareggiabile

traversò il mare fino a Troia
né si ricordò della figlia
e degli amati genitori: lei…
… disviò

(Cipride), che inflessibile (ha la mente)…
facilmente…
(così) ella ora mi ha fatto ricordare di Anattoria
lontana,

di cui vorrei contemplare il seducente passo
e il luminoso scintillio del volto
ben più che i carri dei Lidi e i fanti
che combattono in armi.


Traduzione di Franco Ferrari

Un esercito di cavalieri, dicono alcuni,
altri di fanti, altri di navi,
sia sulla terra nera la cosa più bella:
io dico, ciò che si ama.

È facile far comprendere questo a ognuno.
Colei che in bellezza fu superiore
a tutti i mortali, Elena, abbandonò
il marito

pur valoroso, e andò per mare a Troia;
e non si ricordò della figlia né dei cari
genitori; ma Cipride la travolse
innamorata.

Ora mi ha svegliato il ricordo di Anattoria
che non è qui;

e io vorrei vedere il suo amabile portamento,
lo splendore raggiante del suo viso
più che i carri dei Lidi e i fanti
che combattono in armi.


Traduzione di Francesco Sisti

Alcuni una schiera di cavalieri, altri di fanti,
altri ancora una flotta di navi, sulla nera terra
dicono sia la cosa più bella, io invece quello
per cui d’amore si è presi.

È molto facile farlo intendere a chiunque;
perché colei che di molto eccelleva in bellezza
tra gli esseri umani, Elena, dopo aver abbandonato
il pur valorosissimo

sposo, andò a Troia traversando il mare,
né della figlia né dei suoi genitori
si ricordò affatto, ma traviò lei
che era morigerata Cipride,

infatti possiede una mente inflessibile e
facilmente compie quello che pensa.
Così ora lei mi ha fatto ricordare Anattoria,
che è lontana.

Di lei vorrei contemplare l’incedere seducente
e il luminoso splendore del volto
ben più che i carri dei Lidi e nelle loro armi
i fanti che combattono in armi.


Traduzione di Gennaro Tedeschi