Il carme ha beneficiato della pubblicazione di alcune scoperte papiracee da parte di Obbink, che individua il legame tra tali frammenti e il papiro Oxy. XXI 2289, che conteneva la prima strofe del carme.
L’ode prende il nome di Carme dei Fratelli poiché nel testo compaiono i nomi di entrambi i fratelli di Saffo, Carasso e Larico. Il componimento farebbe parte della sezione del ciclo di Carasso, ovvero di una serie di carmi in cui si fa riferimento alla vicenda del fratello maggiore di Saffo, che era il responsabile della gestione degli interessi commerciali della famiglia, legati all’esportazione del vino lesbio.
L’identità dell’interlocutore a cui l’Io poetico chiede di essere mandata presso il tempio di Era è stata ampiamente discussa, ma l’ipotesi più accreditata è quella dell’identificazione con la madre di Saffo. Il carme doveva probabilmente fare da introduzione a una preghiera.

Metro: Strofe Saffica

….]λα[
…]σέμ[

ἀλλ’ ἄϊ θρύλησθα Χάραξον ἔλθην
νᾶϊ σὺν πλήᾳ. τὰ μὲν οἴομαι Ζεῦς
οἶδε σύμπαντές τε θέοι·
σὲ δ’ οὐ χρῆ
ταῦτα νόησθαι,

ἀλλὰ καὶ πέμπην ἔμε καὶ κέλεσθαι
πόλλα λίσσεσθι βασίληαν Ἤραν
ἐξίκεσθαι τυίδε σάαν ἄγοντα
νᾶα Χάραξον

κἄμμ’ ἐπεύρην ἀρτέμεας. τὰ δ’ ἄλλα
πάνταδαιμόνεσσιν ἐπιτρόπωμεν·
εὔδιαι γὰρ ἐκ μεγάλαν ἀήταν
αἶψα πέλονται.

τῶν κε βόλληται βασίλευς Ὀλύμπω
δαίμον’ ἐκ πόνων ἐπάρωγον ἤδη
περτρόπην, κῆνοι μάκαρες πέλονται
καὶ πολύολβοι·

κἄμμες, αἴ κε τὰν κεφάλαν ἀέρρη
Λάριχος καὶ δή ποτ’ ἄνηρ γένηται,
καὶ μάλ’ ἐκ πόλλαν βαρυθυμίαν κεν
αἶψα λύθειμεν.

….]λα[
…]σέμ[

ἀλλ’ ἄϊ θρύλησθα Χάραξον ἔλθην
νᾶϊ σὺν πλή. τὰ μὲν οἴομαι Ζεῦς
οἶδε σύμπαντές τε θέοι· σὲ δ’ οὐ χρῆ
ταῦτα νόησθαι,

ἀλλὰ καὶ πέμπην ἔμε καὶ κέλεσθαι
πόλλα λίσσεσθaι βασίληανραν
ξίκεσθαι τυίδε σάανγοντα
νᾶα Χάραξον

κἄμμ’ ἐπεύρην ἀρτέμεας. τὰ δ’ ἄλλα
πάντα δαιμόνεσσιν ἐπιτρόπωμεν·
εὔδιαι γὰρ ἐκ μεγάλανήταν
αἶψα πέλονται.

τῶν κε βόλληται βασίλευςλύμπω
δαίμον’ ἐκ πόνων ἐπάρωγονδη
περτρόπην, κῆνοι μάκαρες πέλονται
καὶ πολύολβοι·

κἄμμες, αἴ κε τὰν κεφάλανέρρη
Λάριχος καὶ δή ποτ’ ἄνηρ γένηται,
καὶ μάλ’ ἐκ πόλλαν βαρυθυμίαν κεν
αἶψα λύθειμεν.

Traduzione


ma tu non fai che ripetere che Carasso è arrivato
con la nave colma, cosa di cui, credo,
sono a conoscenza Zeus e tutti gli dèi, ma non a questo
tu devi pensare,

ma solo a congedarmi e invitarmi a rivolgere
molte suppliche a Hera sovrana perché
giunga fin qua pilotando indenne
la sua nave Carasso

e trovi noi sane e salve: il resto
affidiamolo tutto ai numi,
ché a grandi tempeste d’un tratto
succede il sereno.

Coloro la cui fortuna il sovrano d’Olimpo
voglia infine rovesciare per il meglio
lungi da sofferenze, quelli diventano
felici e molto prosperi.

Anche noi, se Larico alzasse la testa
e diventasse finalmente un uomo,
ecco che saremmo liberate d’un tratto
da molti scoramenti.


Traduzione di Franco Ferrari


ma tu sempre ripeti che Carasso
con una nave piena è di ritorno:
lo sa Zeus, credo, e tutti gli altri dèi,
non a ciò devi

pensare, ma me invia e spingi a innalzare
ripetute preghiere a Era regina
che Carasso qui giunga e intatta porti
la propria nave

e ci possa trovare sani e salvi:
ma rimettiamo tutto il resto ai numi,
perché d’un tratto alle tempeste grandi
segue il sereno.

Quelli cui il re d’Olimpo voglia infine
mandare un nume che dalle afflizioni
li protegga, diventano felici
e fortunati.

Riguardo a noi, se mai Larico alzasse
la testa e diventasse un uomo adulto,
allora sì saremmo a un tratto privi
di pesi al cuore.


Traduzione di Camillo Neri


ma continuamente vai dicendo che Carasso arrivi
con la nave carica; queste cose, credo, le sa Zeus
e tutti gli dèi; quanto a te, non devi
pensare a questo;

piuttosto devi mandarmi
a pregare Era sovrana
affinché Carasso torni qui conducendo
la propria nave intatta:

e ci trovi sane e salve; per tutto il resto
confidiamo nei numi:
anche il cielo torna sereno all’improvviso
dopo una grande tempesta .

A quanti ai quali il re dell’Olimpo infine stablisca
di inviare un nume protettore, dopo le pene,
quelli sono beati
e colmi di ogni bene.

Anche noi, se Larico alza la testa
e una buona volta diventa uomo,
a un tratto potremmo liberarci
da molte inquietudini.


Traduzione di Gennaro Tedeschi